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Newsletter Il ritratto della salute
ANNO I - NUMERO 42 | 1 LUGLIO 2019


Tumori: dal seno al pancreas, è on line la mappa dei luoghi di cura
 



IL PRESIDENTE DI FONDAZIONE AIOM FABRIZIO NICOLIS: “DEVONO AUMENTARE I CENTRI CHE RISPONDONO ALLA SOGLIA MINIMA DI PROCEDURE CHIRURGICHE”
 



La scelta del luogo di cura può fare la differenza nella lotta contro i tumori. È dimostrato che la mortalità a 30 giorni dopo l’intervento chirurgico diminuisce decisamente nei centri con almeno 50-70 interventi all’anno per tumore del polmone e nei centri con 20-30 interventi per tumore dello stomaco. Per quanto riguarda il tumore del pancreas la soglia per un centro deve essere di almeno 50 interventi. Per orientare i pazienti oncologici e i loro familiari nella scelta del centro a cui rivolgersi per affrontare la malattia, Fondazione AIOM dedica due sezioni del sito (fondazioneaiom.it) a “Dove mi curo” e “Come mi curo”. 

“Vogliamo offrire ai cittadini una fotografia delle strutture sanitarie ad alto volume di chirurgia oncologica – spiega Fabrizio Nicolis, presidente di Fondazione AIOM -. Devono aumentare i centri che rispondono alla soglia minima di procedure chirurgiche richiesta. Tuttavia la scelta del luogo di cura deve tener conto non solo della quantità, cioè dei volumi di attività, ma anche delle buone pratiche assistenziali prima, durante e dopo la chirurgia, obiettivo che può essere realizzato solo grazie a team multidisciplinari, che caratterizzano ad esempio le Breast Unit/Centri di senologia”. “La chirurgia è la più antica forma di trattamento dei tumori e, fino a pochi decenni fa, era l’unica opzione da offrire ai pazienti – afferma Alessandro Gronchi, Presidente Eletto Società Italiana di Chirurgia Oncologica (SICO) -. Oggi si integra appieno con trattamenti chemioterapici e radioterapici permettendo, molto spesso, di curare persone colpite da neoplasie un tempo considerate inguaribili. Da più di un trentennio, inoltre, si è definitivamente invertito il vecchio paradigma secondo il quale la massima asportazione di tessuto garantisce le migliori possibilità di cura. È innegabile il progresso verso una razionalizzazione e centralizzazione delle patologie oncologiche maggiori in centri ad alto volume di attività. Basti pensare che soltanto quattro Regioni (Veneto, Lombardia, Toscana e Lazio) sono dotate di almeno una struttura che esegua più di 50 procedure all’anno nel carcinoma del pancreas”.



Melanoma: “Il 39% degli adolescenti non usa mai la crema in spiaggia”


 

IN 15 ANNI RADDOPPIATE LE DIAGNOSI. È SCARSA LA CONOSCENZA DELLE REGOLE PER ESPORSI AL SOLE IN SICUREZZA


Solo il 10% degli adolescenti afferma che è “cool” spalmarsi la crema solare in spiaggia. I giovani ignorano le regole fondamentali per esporsi al sole in modo sicuro. I raggi ultravioletti sono il principale fattore di rischio per il melanoma, il tumore della pelle più aggressivo e in costante crescita soprattutto fra i giovani: il 20% dei nuovi casi è riscontrato in pazienti fra i 15 e i 39 anni. Ma quasi il 40% degli adolescenti (39%) non mette mai la crema protettiva in spiaggia, per oltre la metà (51%) utilizzarla è “da sfigati” perché impedirebbe di abbronzarsi. Solo il 18% sa cos’è il fototipo (per il 53% è un tipo di immagine, per il 16% una tecnica di selfie e per il 13% una tonalità di colore dei fiori). Non solo. Il 63% ritiene che le lampade solari aiutino ad abbronzarsi meglio (per il 28% proteggono la pelle dai raggi del sole, solo il 9% afferma che in realtà fanno malissimo) e il 48% non sa cosa sia il melanoma (per il 24% è un problema alimentare). È la fotografia scattata dal sondaggio che dà il via al progetto #soleconamore, campagna nazionale di sensibilizzazione sull’abbronzatura consapevole e sulla prevenzione del melanoma indirizzata ai giovanissimi, realizzata da Fondazione AIOM e presentata nelle scorse settimane al Ministero della Salute. 

“Il melanoma è una delle neoplasie che ha fatto registrare i più alti tassi di crescita – spiega Fabrizio Nicolis, presidente Fondazione AIOM -. È il secondo tumore più frequente negli uomini under 50 e il terzo nelle donne nella stessa fascia d’età. In particolare, in un quindicennio in Italia, il numero delle nuove diagnosi è raddoppiato, passando da poco più di 7.000 nel 2003 a 13.700 nel 2018, con un incremento sia negli uomini (+3,4% per anno) che nelle donne (+2% per anno). La mancata conoscenza dei fattori di rischio gioca un ruolo decisivo e le diagnosi negli adulti di oggi sono la conseguenza dell’esposizione scorretta al sole da giovani in passato. Ecco perché la nostra campagna è rivolta agli adolescenti e sarà declinata in particolare sui social network, con il coinvolgimento di influencer di primo piano. Un semplice gesto come spalmarsi la crema può diventare ‘cool’. Vogliamo trasmettere un messaggio educazionale attraverso l’intrattenimento – sottolinea Fabrizio Nicolis -. E lo facciamo usando il linguaggio dei social, che è immediato, condivisibile e divertente, ma sempre validato dal punto di vista scientifico. L’ignoranza degli adolescenti non è limitata ai fattori di rischio del melanoma. Un’altra falsa convinzione, molto diffusa soprattutto tra i ragazzi, è che le lampade solari siano utili per preparare la pelle all’abbronzatura estiva»

NEWS DALL'ITALIA  


In 10 anni tagliati 28 miliardi alla sanità
 

Dal 2010 al 2019 la sanità pubblica ha subito un definanziamento che ha sottratto circa 28 miliardi. Questo ha determinato cure essenziali non garantite a tutti, sprechi e la progressiva crescita di fondi integrativi per ammortizzare la spesa privata per la salute. La denuncia arriva dal quarto Rapporto della Fondazione Gimbe sulla Sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. “Nel periodo 2010-2019 sono stati sottratti al 37 miliardi – precisa il presidente Gimbe, Nino Cartabellotta – e, parallelamente, l’incremento del fabbisogno sanitario nazionale è cresciuto di quasi 9 miliardi con una differenza di 28 miliardi e con una media annua di crescita dello 0,9%, insufficiente anche solo a pareggiare l’inflazione (+1,07%)”. Il DEF 2019 riduce il rapporto spesa sanitaria/PIL dal 6,6% nel 2019-2020 al 6,5% nel 2021 e 6,4% nel 2022, mentre l’aumento di 8,5 miliardi in tre anni previsto dalla Legge di Bilancio 2019 è subordinato alle “ardite previsioni di crescita”. “Davanti al lento e progressivo sgretolamento della più grande opera pubblica mai costruita in Italia – ha proseguito Nino Cartabellotta – negli ultimi dieci anni nessun Esecutivo ha mai avuto il coraggio di mettere la sanità pubblica al centro dell’agenda politica". 


ALIMENTAZIONE    



Sale e zucchero: parola d’ordine, moderazione!


Ormai è dimostrato: ogni giorno mettiamo in pericolo la nostra salute giorno con un consumo eccessivo di zucchero e sale. L’utilizzo del primo è triplicato negli ultimi 50 anni, mentre l’uso del secondo supera di quasi dieci volte le reali necessità individuali.

Lo zucchero: se preso in eccesso è un eccezionale fornitore di calorie. E la pandemia di obesità che lo zucchero alimenta non è che la punta di un iceberg sotto il quale vengono innescati molti processi tossici per il fegato e tutta una serie di patologie che hanno a che vedere con la sindrome metabolica. Può, inoltre, agire sul cervello creando dipendenza e un suo utilizzo sempre maggiore.

Il sale: se assunto in eccesso, vale a dire più di 5 g al giorno, può essere responsabile di differenti patologie, prima fra tutte l’ipertensione, specie in chi è già predisposto. Ma assumerne troppo può favorire anche la ritenzione idrica e l’escrezione renale di calcio, aumentando il rischio di osteoporosi.

Chissà, magari tra qualche tempo saranno riportate anche sulle confezioni di zucchero e sale le lugubri scritte che troviamo sulle scatole di sigarette. Non ci sarebbe poi tanto da meravigliarsi…
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