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Newsletter Il ritratto della salute
ANNO I - NUMERO 54 | 02 DICEMBRE 2019


Fondazione AIOM: “Bisogna implementare le reti oncologiche regionali”



E’ QUANTO SOSTIENE LA PRESIDENTE STEFANIA GORI 


Secondo gli ultimi dati contenuti nel “Libro Bianco 2019” realizzato dall’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) si registra un positivo aumento delle Breast Unit su tutto il territorio nazionale. Oggi queste strutture sanitarie, indispensabili per l’assistenza alle donne con tumore del seno, sono presenti nel 71% dei 356 centri censiti rispetto al 63% del 2017. “E’ un buon esempio che ci dimostra come si stiano facendo passi in avanti nell’organizzazione dell’oncologia italiana. E questo sta avvenendo anche nelle Regioni del Sud della Penisola. Tuttavia si rende necessario, quanto prima, un’implementazione delle reti oncologiche regionali, che sono ancora insufficienti”. E’ quanto sottolinea la dott.ssa Stefani Gori, Presidente Nazionale di Fondazione AIOM. “L’organizzazione dell’oncologia nel nostro Paese va perfezionata anche alla luce degli ultimi dati epidemiologici - ha spiegato Stefania Gori -. In Italia vivono quasi 3 milioni e mezzo di persone dopo la diagnosi, con un incremento del 54,2% in 13 anni. In questi cittadini è indispensabile porre attenzione all’eventuale insorgenza di secondi tumori. Vi è, infatti, un rischio aumentato di seconde neoplasie per le sedi tumorali che condividono la stessa esposizione a fattori cancerogeni del primo tumore. Gli esempi sono costituiti dai tumori fumo-correlati, alcol-correlati e legati a fattori ormonali/nutrizionali o al sovrappeso. E ancora più attenzione serve nei confronti degli over 65. Le persone anziane che hanno avuto una diagnosi di tumore mantengono abitudini, quali fumo, abuso di alcol, sedentarietà o scarso consumo di frutta e verdura, che rappresentano fattori di rischio per recidive tumorali o aggravanti della patologia stessa. Fra gli ultra 65enni che hanno avuto una diagnosi di tumore resta non trascurabile la quota di persone che si mantengono fumatori abituali (11%)”. 



Lo sapevi che ..  
 


 

NON SEMPRE I PAZIENTI ONCOLOGICI ASSUMONO LE CURE PRESCRITTE?

Si è sempre pensato che l’aderenza terapeutica nei pazienti oncologici potesse essere maggiore rispetto ad altri gruppi di persone con malattie croniche. In realtà differenti studi mostrano, proprio in questi malati, importanti tassi di non-aderenza ai chemioterapici orali facendo registrare, nell’ambito dei protocolli di cura prescritti, un 20-30% di terapie che non vengono portate a termine e un 50% di trattamenti che non vengono assunti così come indicato. L’aderenza terapeutica, come definito dall’OMS, rappresenta il grado con cui il paziente segue le raccomandazioni del medico circa dosi, tempi e frequenza dell’assunzione del farmaco per tutta la durata della terapia. 

“Negli ultimi anni i progressi fatti in campo oncologico hanno consentito di garantire al paziente un trattamento sempre più personalizzato al fine di assicurare una migliore risposta alle terapie e al contempo una migliore aderenza alle cure - afferma il prof. Antonio Russo, Tesoriere Nazionale AIOM -. Tale perfezionamento ha consentito di raggiungere per alcune patologie, l’importante traguardo della cronicizzazione della malattia. Questo obiettivo è stato perseguito anche grazie all’introduzione dei farmaci chemioterapici orali, il cui impiego nel corso degli ultimi anni è in notevole aumento”. Uno studio recentemente pubblicato (Marzo 2019) su JNCCN, mostra inoltre che non solo in questi pazienti l’aderenza ai chemioterapici orali non sia del 100%, ma che la non aderenza terapeutica varia nelle differenti forme tumorali, con percentuali del 25% nell’ambito dei tumori ematologici, polmonari e gliomi, del 30% nei tumori della mammella, fino a raggiungere il 40% nei sarcomi. Le cause della non aderenza terapeutica sono diverse e risultano essere principalmente correlati al paziente, al trattamento, al rapporto medico-paziente ed a fattori socio-economici. "Il rapporto medico-paziente inoltre ha un ruolo chiave nella aderenza al trattamento - aggiunge Russo -. E' necessario fornire un’appropriata informazione al paziente, con il coinvolgimento di diverse figure professionali oltre a quella dell’oncologo, anche ad esempio del medico di medicina generale, utilizzando un registro linguistico adeguato che permetta al paziente una completa comprensione della patologia".

NEWS DALL'ITALIA    


Influenza: da inizio stagione colpiti 482 mila persone


Nella 46a settimana del 2019 l’influenza ha fatto registrare in totale 2,38 casi per mille assistiti. Il numero de persone colpite ammonta quindi a 143.000, per un totale, dall’inizio della sorveglianza, di circa 482.000 casi. Nello stesso periodo dell’anno scorso erano stati 373 mila gli italiani colpiti. Sono questi i principali dati che emergono dal secondo il bollettino Influnet curato dall’Istituto Superiore di Sanità. In tutte le Regioni italiane il livello di incidenza è sotto la soglia basale tranne in Piemonte, Lombardia e Abruzzo. Nella fascia di età 0-4 anni l’incidenza è pari a 5,08 casi per mille assistiti, nella fascia di età 5-14 anni a 2,11 nella fascia 15-64 anni a 2,35 e tra gli individui di età pari o superiore a 65 anni a 1,36 casi per mille assistiti. “L’influenza è un fenomeno complesso e che colpisce circa il 10% dell’intera popolazione italiana – afferma il dott. Aurelio Sessa, della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) -. Non può essere sottovalutata e bisogna ricordare che la vaccinazione è l’arma migliore a nostra disposizione". 


I NOSTRI CONSIGLI      



Yogurt: ecco come scegliere quello giusto
 

Il limone è un frutto molto ricco di antiossidanti e per questo può essere utilissimo per rallentare l’invecchiamento cellulare. Tutto merito della vitamina C che è in grado di assorbire il ferro contenuto negli alimenti vegetali che mangiamo. Una buona abitudine allora è quella di condire le verdure (cotte o crude) con il limone, a maggior ragione se si soffre di carenza di ferro nel sangue.

E’ stato osservato che il succo di limone è anche in grado di migliorare la funzionalità epatica, stimolare il sistema immunitario e regolare i livelli ematici di glucosio, che hanno un ruolo fondamentale nel controllo dell’appetito. Integrare il succo di limone nella propria dieta non è difficile. Il modo migliore per beneficiare delle sue proprietà e stimolare la funzione digestiva è berne un bicchiere ogni mattina, diluendolo in acqua calda. E’ anche possibile aggiungere il succo di limone alle più svariate ricette o usarlo come condimento.
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