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Newsletter Il ritratto della salute
ANNO I - NUMERO 36 | 20 MAGGIO 2019


Un italiano su 2 è in sovrappeso o obeso, troppo grassi anche il 24% dei giovani

 


ANCORA FORTI LE DIFFERENZE REGISTRATE NELLE DIVERSE REGIONI
 



Italiani sono sempre di più in eccesso di peso. Nel nostro Paese ben il 46% degli adulti (over18), ovvero oltre 23 milioni di persone, e il 24% tra bambini e adolescenti (6-17 anni), vale a dire 1 milione e 700mila persone, è in eccesso di peso. Sono questi alcuni dati contenuti nel report dell’Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO) Foundation realizzato in collaborazione con Istat. Secondo il rapporto, in generale le donne mostrano un tasso di obesità inferiore (9%) rispetto agli uomini (11%). Ancora più marcata è la differenza tra i bambini e adolescenti, di cui il 20% delle bambine è in eccesso di peso rispetto al 27% dei maschi. Si conferma l’eccesso di peso sia un problema molto diffuso soprattutto al Sud e nelle Isole; in particolare tra i più giovani, dove sono ben il 31 e 26% rispettivamente i bambini e gli adolescenti in eccesso di peso, rispetto al 18% dei residenti del Nord-Ovest, il 22% del Nord-Est e il 22% del Centro. 

“E’ preoccupante come nel nostro Paese vi siano ancora così forti differenze regionali su un fattore di rischio oncologico conclamato come il grave eccesso di peso - afferma il dott. Fabrizio Nicolis, Presidente di Fondazione AIOM -. Questo riguarda anche la diffusione in alcune Regioni di altri comportamenti scorretti come fumo, sedentarietà o abuso di alcol. A queste disparità va poi aggiunta la scarsa adesione, in alcune aree, ai programmi di screening che consentono cioè di individuare la malattia in stadio iniziale, quando le possibilità di guarigione sono più alte. Le percentuali di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi di cancro perciò fotografano un Paese a macchia di leopardo”. “Consigliamo quindi a tutti gli italiani dall’Alpi alla Sicilia di consumare sempre la dieta mediterranea - conclude Nicolis -. E’ considerata la più salutare e consumarla tutti i giorni riduce del 10% la mortalità da cancro. Inoltre per prevenire l’eccesso di peso bisogna praticare sempre un po’ di attività fisica”. 



Lo sapevi che..
 


 

SOLO IL 50% DEI PAZIENTI SEGUE LE CURE IN MODO CORRETTO?

l 39,9% degli italiani è colpito da una malattia cronica (pari a più di 23 milioni di cittadini). Ma solo il 50% di questi pazienti assume i farmaci in modo corretto: spesso infatti seguono le indicazioni del medico con discontinuità o abbandonano la cura dopo un breve periodo. Il problema diventa esponenziale negli anziani, toccando percentuali superiori al 70%. Con pesanti conseguenze che diventano particolarmente importanti in Italia, primo Paese in Europa per indice di vecchiaia. I possibili risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale legati ad una migliore aderenza alla terapia ammontano a 11,4 miliardi di euro ogni anno, ottenibili attraverso minori eventi avversi, inferiori accessi ai pronto soccorso e ospedalizzazioni e minore spesa farmaceutica. Proprio per sensibilizzare cittadini e Istituzioni sull’importanza dell’aderenza terapeutica è stato presentato in Senato un disegno di legge che prevede l’istituzione della Giornata Nazionale dell’aderenza alla terapia per il 12 aprile, giorno di San Giuseppe Moscati, medico napoletano che ha dedicato la vita professionale a curare gratuitamente i poveri.

Il Disegno di Legge è stato richiesto a gran voce dal Comitato Italiano per l’Aderenza alla Terapia (CIAT), che riunisce società scientifiche, medici (FNOMCeO, Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), farmacisti (Federfarma), infermieri (FNOPI, Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche), Istituzioni e associazioni di pazienti. L’obiettivo è sensibilizzare i cittadini, i pazienti, chi li assiste e le Istituzioni sull’importanza di seguire correttamente le cure per migliorare il proprio stato di salute in vista di un invecchiamento positivo e di una sana longevità. “Il problema dell’aderenza riguarda in particolare gli anziani, infatti l’11% degli over 65 (circa 1 milione e 500mila persone in Italia) deve assumere ogni giorno 10 o più farmaci - afferma Vincenzo Mirone, responsabile scientifico di CIAT -.  Il lavoro da fare per migliorare i comportamenti dei pazienti è ancora tanto: in particolare, in Italia, solo il 57,7% dei pazienti aderisce ai trattamenti antipertensivi, il 63,4% alle terapie ipoglicemizzanti per la cura del diabete, il 40,3% alle cure antidepressive, il 13,4% ai trattamenti con i farmaci per le sindromi ostruttive delle vie respiratorie e il 52,1% alle cure contro l’osteoporosi. Percentuali che non hanno subito variazioni di rilievo nel corso degli anni, con notevoli costi clinici e sociali.” 

ALIMENTAZIONE
 


Dieta ricca di proteine animali aumenta il rischio di decesso



Un’alimentazione troppo ricca di proteine animali non giova alla salute. E’ quanto conferma uno studio dell’Università della Finlandia orientale, che è stato pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition. La ricerca ha individuato come gli uomini che prediligevano una dieta con molte proteine animali (più di 200 grammi al giorno) avevano un rischio maggiore di morte (+23%) nell’arco di 20 anni rispetto a chi faceva una dieta più equilibrata (con meno di 100 grammi al giorno di carne). A partecipare allo studio sono state 2.600 persone e i ricercatori hanno selezionato chi mangiava principalmente carne rossa. Lo studio ha anche rilevato che un elevato apporto complessivo di proteine alimentari era associato a un maggior rischio di morte negli uomini a cui era stato diagnosticato, all’inizio dello studio, il diabete di tipo 2, le malattie cardiovascolari o il cancro. Già analisi precedenti avevano suggerito che un elevato apporto di proteine animali, e in particolare il consumo di carni lavorate come salsicce e salumi, è associato ad un aumentato rischio di morte. Tuttavia, spiegano gli studiosi, il quadro generale relativo agli effetti sulla salute delle proteine e delle diverse fonti proteiche non è chiaro.


I NOSTRI CONSIGLI  
 



Insonnia? Combattila con l’attività fisica!
 

La notte non riuscite a dormire bene? La soluzione al vostro problema potrebbe essere un po’ di sana attività fisica. Non serve stancarsi troppo: anche una camminata di 10 minuti al giorno è sufficiente per combattere l'insonnia. L’insonnia è un disturbo che mina seriamente la qualità della vita. Stress, ansia e depressione sono le più comuni cause. Può essere anche provocata dal consumo eccessivo di caffè, fumo di sigaretta o abuso di alcol. Per tornare a dormire sogni d’oro è necessario:

- praticare sport: più si è sedentari durante il giorno maggiore è il rischio di riposare male durante la notte. E anche se il vostro lavoro vi costringe per molte ore alla scrivania, ricordatevi di dedicare al movimento una parte della vostra giornata.
imparare a rilassarsi: può essere utile contro stress o ansia. Esistono esercizi specifici di rilassamento che hanno l’obiettivo di ridurre la tensione fisica; altri lo scopo di eliminare pensieri e preoccupazioni che si affacciano nel momento dell’addormentamento.

- condurre stili di vita sani e equilibrati: prima regola non fumare. Tutta la vostra salute ne trarrà beneficio. Limitate il consumo di alcol ed evitate di bere poco prima di coricarsi. Infine attenzione alla cena. Deve essere leggera ma non scendere mai sotto le 250 calorie. Evitate di mangiare cibi pesanti e che non conciliano con il sonno come dolci, cioccolato o carne rossa
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