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XX Forum "Resilienti per Natura". Il resoconto della serata

Il 14 ottobre scorso si è tenuto ad Abbiategrasso, presso l’Ex Convento dell’Annunciata, il XX Forum di Agenda 21 Est Ticino dal titolo “Resilienti per Natura”. Dopo i saluti istituzionali da parte dell’Assessore di Abbiategrasso Daniela Colla, dell’Assessore del Comune di Corbetta, ente capofila di Agenda 21, Maurizio Alessandro Cattaneo e del Presidente di Agenda 21 Alfio Colombo, i partecipanti si sono suddivisi in tavoli di lavoro per discutere su temi legati all’agricoltura locale, sostenibile e resiliente come punto di partenza per immaginare come dovrebbe essere il territorio dell’Est Ticino nel 2030. Al Forum hanno partecipato circa 90 persone, tra agricoltori, imprenditori, amministratori locali, esperti, semplici cittadine e cittadini.
Riportiamo nei paragrafi seguenti le questioni principali emerse nei tavoli di lavoro. Chi fosse interessato ad un resoconto più dettagliato della serata può scaricarlo al seguente link.
 

I temi discussi

L’obiettivo dei Tavoli era quello di fornire idee e stimoli per preparare una nuova Agenda 2030 dell’Est Ticino, un documento di orientamento che indirizzerà i Comuni ad intraprendere azioni sempre più vicine alle esigenze, ai valori e ai desideri dei suoi cittadini.
Di seguito si riporta una sintesi delle riflessioni dei tavoli di lavoro.

Tavolo 1. Come sostenere l'agricoltura locale. Il confronto tra i partecipanti ha consentito di mettere in evidenza che, a fronte dell’enorme potenzialità del mercato locale, vi sono alcune sfide all’agricoltura locale, tra cui la mancanza di sicurezza prevalentemente legata alle incertezze climatiche, la bassa priorità che il sostegno all’agricoltura ha nell’agenda politica locale, i costi delle attrezzature necessarie per la propria attività lavorativa, l’eccessiva burocratizzazione, la ricerca di modi per fidelizzare il consumatore e la “scelta obbligata” di essere un’azienda “multifunzione” per poter rimanere sul mercato e sostenere la concorrenza.
Per fare fronte a tali sfide è stato proposto ad esempio di potenziare il dialogo con i consumatori al fine di creare una domanda consapevole e attenta alla tutela della biodiversità, promuovere una rete tra aziende agricole per una efficiente riorganizzazione nella vendita dei prodotti locali (ad es. attraverso la creazione di un unico luogo per la vendita), ed individuare segmenti di mercato interessati a produzioni locali/sostenibili anche attraverso l’uso di nuove tecnologie per facilitare il “matching” tra domanda e offerta.

Tavolo 2. Consumatori sostenibili e Tavolo 3. Agricoltura, qualità dei prodotti e mercato locale
Per ragioni organizzative i due argomenti sono stati trattati in un unico gruppo. Pensando al 2030, i partecipanti hanno espresso diverse idee e desideri, tra cui quello di fare dell’area dell’Est Ticino il “Cuore verde di Milano”, rafforzando il valore culturale, economico e turistico del territorio, e facendone un centro di eccellenza e di cultura gastronomica, valorizzando la filiera agroalimentare, e dando spazio alle imprese che operano con questi valori ed obiettivi; promuovere il turismo sostenibile nella zona, preservandone la bellezza, i terreni coltivati e le aree verdi, dove passeggiare, andare in bicicletta a piedi o al lavoro, o con mezzi pubblici; rendere l’ecologia una “questione di comunità”, non del singolo individuo, che coinvolga l’intero sistema economico ed ecologico; promuovere l’educazione alimentare, anche per migliorare la salute dei cittadini, il consumo critico e scelte alimentari consapevoli, nonché un più stretto rapporto dei cittadini con gli agricoltori locali per conoscerne i prodotti e controllarne la qualità; valorizzare le cascine del territorio con progetti che permettano un uso integrato di questi spazi a fini economici, culturali e ricreativi.
Tra i principali rischi identificati dai partecipanti sono state citate le politiche di austerità e la crisi, che possono compromettere le scelte delle amministrazioni riducendo gli investimenti “verdi”; il prevalere di logiche di tipo esclusivamente economico e le grandi infrastrutture che possono portare a rovinare il territorio, erodere lo spazio per le aziende agricole.

Tavolo 4. Agricoltura, ambiente e attrattività del territorio
I partecipanti si sono confrontati su rischi e idee per il futuro rispetto a questo tema. Tra i principali rischi identificati ci sono ad esempio la mancanza di un’identità del territorio che sia chiaramente definibile e declinabile ed il rischio di un’eccessiva autoreferenzialità e chiusura verso l’esterno. E’ stato espresso il desiderio di miglioramento delle strutture a sostegno dello sviluppo territoriale (come ristrutturazione di cascine, costruzione di piste ciclabili e riqualificazione delle strade esistenti), del trasporto pubblico locale (bici, bus, treni, intermodalità), ma anche sistemi di radio taxi che in alcuni contesti si sono rivelati molto efficaci. E’ emerso inoltre il desiderio di creare un brand territoriale, costruendo un’identità che renda il territorio ‘riconoscibile’ come soggetto anche nel contesto della città metropolitana, con una sua specificità economica, sociale e ambientale.
 

Come restare informati e continuare a partecipare

Tutti coloro che sono interessati e disponibili potranno proseguire la discussione negli incontri che verranno organizzati da Agenda 21 nei prossimi mesi. Troverete maggiori dettagli sulla nostra pagina facebook.


 
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