in copertina, foto CC-BY 2.0 Eric Salard

Questa è Hello, World!, la rassegna mattiniera di attualità, cultura e internet di the Submarine. Tutte le mattine, un pugno di link da leggere, vedere e ascoltare.

La difficile partenza di Ita

Dopo l’incontro di ieri con i vertici della nascitura compagnia aerea, i sindacati hanno confermato lo sciopero indetto per il 24 settembre, criticando soprattutto la scelta di Ita di uscire da Assaereo, l’associazione datoriale di riferimento, per poter negoziare autonomamente il contratto al proprio interno. Le tre sigle confederali si sono rivolte direttamente al governo per chiedere un intervento nella trattativa: “Ita vuole avere mano libera sul contratto, vuole scegliersi i propri dipendenti, non tenendo conto delle esperienze lavorative,” ha detto il segretario generale della Uiltrasporti Claudio Tarlazzi. Secondo l’Usb, la trattativa è “molto in salita.” (Rai News / Ansa)

Anche all’interno del governo non sembra esserci un grande entusiasmo per l’operazione: il ministro Giorgetti, parlando al meeting di Cl a Rimini, ha riconosciuto che il rilancio dell’azienda “avrà costi sociali,” e ha ipotizzato una collaborazione con Ferrovie. “Quella di Alitalia è una situazione molto complessa, molto complicata che però ha delle risposte obbligate. Faremo ovviamente tutto il possibile per limitare i danni, però il settore è quello, i problemi sono quelli conosciuti e le condizioni che ha posto la Commissione europea pure,” ha detto il ministro. (il Sole 24 Ore / Borsa Italiana)

In effetti, l’occupazione non sembra essere al primo posto tra le priorità di Giorgetti. Tra le altre cose, il ministro in questi giorni è impegnato in un conflitto sotterraneo con altre anime del governo — soprattutto con il ministro del lavoro Orlando e con la sua stessa vice al Mise, Alessandra Todde, del M5S — riguardo al decreto antidelocalizzazioni attualmente in corso di elaborazione. La misura, nonostante probabilmente sarà molto blanda, è già stata attaccata dal presidente di Confindustria Bonomi, ed è vista anche da Giorgetti come “troppo punitiva” verso le imprese. (il Fatto Quotidiano)

Le prime conseguenze della transizione tra Alitalia e Ita saranno proprio sull’occupazione: la nuova compagnia partirà con 2.800 dipendenti, e non è chiaro quale sarà il destino degli altri lavoratori dell’attuale Alitalia (in tutto 10.500). Ma i problemi non riguardano solo i lavoratori interni: la gestione del servizio clienti sarà affidata a una nuova società, mettendo a rischio i 570 dipendenti del call center palermitano di Almaviva, che gestiva finora le prenotazioni di Alitalia. La società si è rivolta al governo denunciando la mancata applicazione della clausola sociale prevista per il settore dei call center in outsourcing. (Agi / Palermo Today)
 

Il rischio di un attentato all’aeroporto di Kabul è molto alto

Con l’avvicinarsi della fine delle evacuazioni, ieri ancora più persone si sono riversate all’aeroporto di Kabul per cercare di lasciare l’Afghanistan al più presto. Otto ore fa l’ambasciata statunitense ha emesso un avviso di sicurezza in cui chiede di lasciare immediatamente l’aeroporto a causa di “minacce alla sicurezza.” Le ha fatto eco il governo britannico poco dopo, con una nota ancora più allarmante, in cui si dice che “c’è un alto e persistente rischio di un attentato terroristico” in aeroporto, e chi “può lasciare l’Afghanistan in sicurezza in qualsiasi altro modo, deve farlo immediatamente.” Poco dopo, anche le autorità australiane hanno confermato il rischio di un attacco. Poche ore prima, in una conferenza stampa, il generale dell’esercito statunitense William Taylor aveva dichiarato che in quel momento all’aeroporto erano presenti 10 mila persone. (Ambasciata statunitense in Afghanistan / Governo britannico / SmartTraveller / dipartimento della Difesa statunitense)

Presenti fuori dall’aeroporto continuano a esserci anche i talebani, che, parlando con Al Jazeera, hanno dichiarato che “anche le nostre guardie stanno rischiando la vita,” a causa della “minaccia dello Stato islamico.” In un apparente cambio di direzione rispetto a quanto dichiarato nei giorni scorsi, il movimento ha confermato, in un colloquio tra l’ambasciatore tedesco Markus Potzel e il vicecapo negoziatore talebano Stanikzai, che i voli commerciali riprenderanno dopo il 31 agosto, e che gli afgani che hanno i documenti in regola per lasciare il paese potranno farlo. Intanto, due funzionari turchi hanno detto a Reuters che i talebani hanno chiesto alla Turchia di assistere nella gestione dell’aeroporto una volta che il personale militare e l’evacuazione sarà terminata. Non è chiaro, al momento, se la Turchia accetterà di offrire supporto tecnico alle attuali condizioni, che prevederebbero l’assenza di una missione militare turca in Afghanistan. (Al Jazeera / Twitter / Reuters)

Talebani e Stati Uniti stanno cercando di disinnescare la situazione pericolosa allo scalo di Kabul: in un’altra conferenza stampa, il segretario di Stato statunitense Blinken ha dichiarato che il movimento ha garantito che permetterà sia ai cittadini internazionali che ai cittadini afgani “a rischio” di lasciare il paese anche dopo il 31 agosto. Il tentativo di distensione, rispetto ai giorni scorsi, sembra essere un mutuo riconoscimento di quello che la diplomazia tedesca dice da qualche giorno — l’ha detto anche il ministro degli Esteri Maas a Bild Live — ovvero che semplicemente non c’è abbastanza tempo per evacuare tutte le persone che vogliono lasciare il paese. Finora i talebani hanno gestito la situazione, a Kabul e nel resto del paese, in modo più “delicato” di quanto molti afgani si aspettassero. Ma la preoccupazione più diffusa è che l’atteggiamento dei miliziani cambi drasticamente non appena si allenterà la presenza internazionale: ieri, in un altro episodio di violenza contro i giornalisti, dei miliziani hanno aggredito Ziar Yaad, un giornalista di TOLOnews. Secondo il sito internet del canale, le ragioni dell’aggressione non sono chiare, ma il giornalista stava facendo domande su povertà e disoccupazione nella capitale. (Dipartimento di Stato / Bild / Al–Araby Al–Jadeed / Twitter / TOLOnews)
 

Mondo

La repressione delle proteste a Gaza

I militari israeliani hanno di nuovo represso con violenza una manifestazione sulla Striscia di Gaza, a Khan Yunis, organizzata per protestare contro i bombardamenti israeliani di lunedì. Le forze israeliane hanno aperto il fuoco usando proiettili letali, e hanno colpito almeno cinque persone, tra cui un minorenne. Poche ore prima Osama Khaled Ideij, un palestinese di 32 anni ferito nelle proteste dello scorso fine settimana, è morto a causa delle ferite da arma da fuoco che aveva subito sabato. (Wafa / Middle East Eye)

Oggi sarà ospite della Casa bianca per la prima volta il Primo ministro israeliano Naftali Bennett, che spera di usare l’incontro per “resettare” i rapporti del proprio paese con gli Stati Uniti. È la prima volta da 12 anni che Israele non è rappresentata a Washington da Netanyahu, ma non è cambiato molto: in un’intervista concessa al New York Times Bennett ha espresso chiaramente di voler continuare la linea dura con l’Iran, e ha detto che uno stato palestinese “non sarà annesso ma nemmeno creato” finché lui sarà al governo. (Axios / the New York Times)

143 civili arrestati in 10 giorni in Myanmar

Negli ultimi 10 giorni le forze fedeli alla giunta del Myanmar hanno arrestato circa 143 civili, tra cui attivisti studenteschi, ex-parlamentari e dipendenti pubblici in sciopero. L’Irrawaddy ha elencato alcuni degli arresti più rilevanti. La situazione nel paese, nel frattempo, si fa sempre più caotica: nello stato Kayah ieri è stata formata una vera e propria forza di polizia parallela, composta da poliziotti scioperanti. La forza armata sarà supervisionata da un collettivo di gruppi anti–dittatura e si occuperà, almeno in questa prima fase, di garantire la sicurezza delle persone sfollate, che sono state costrette a lasciare la propria casa per sfuggire ai raid dell’esercito. La forza di polizia — composta quasi interamente da membri del gruppo etnico locale dei Karenni, conosciuti anche come Karen rossi — è l’ultimo passaggio di un’evoluzione inedita della gestione della resistenza nello stato Kayah, dove i partigiani hanno mostrato fin da subito una forza notevole. (the Irrawaddy / Myanmar Now)

I militari arrestano alcuni giovani attivisti

* * *

Il Giappone ha sospeso l’uso di 1,6 milioni di dosi del vaccino di Moderna come precauzione, a causa della presenza di “sostanze estranee” in 39 fiale, che potrebbero aver contaminato il vaccino. Takeda Pharmaceutical, l’azienda privata che è stata incaricata della vendita e della distribuzione del vprodotto, si sta impegnando per fare in modo che l’incidente non influisca sulla campagna vaccinale, e ha chiesto a Moderna di aprire un’indagine sulla causa dell’incidente, che coinvolge tre lotti prodotti in Spagna. (the Japan Times)

Il gruppo che combatte per l’assistenza per le persone con infezione da HIV PrEP4All ha pubblicato un documento in cui stronca l’operato dell’amministrazione Biden per produrre vaccini per tutto il mondo e mettere fine alla pandemia. Il Congresso ha stanziato, in due tranche, 16 miliardi di dollari per l’acquisto e la produzione di vaccini e altri dispositivi medici necessari a contrastare il Covid–19, ma di questo ingente budget finora ha speso solo 145 milioni. Biden aveva promesso di trasformare gli Stati Uniti nell’“arsenale” di vaccini del mondo — una dichiarazione infelice, impegnandosi a donare solo 600 milioni su 11 miliardi di vaccini che servirebbero per vaccinare la popolazione mondiale — ma non è riuscito a rispettare nemmeno le proprie promesse al ribasso. (PrEP4All / the New York Times)

C’è un nuovo ministro degli Esteri dell’Iran: Javad Zarif lascerà il posto a Hossein Amir-Abdollahian. Si tratta di un cambio di direzione molto rilevante: Zarif, che è tra i responsabili dell’accordo nucleare, ha lavorato come ambasciatore alle Nazioni Unite e aveva studiato negli Stati Uniti, Amir-Abdollahian, invece, è sulla lista dei sanzionati dall’Unione europea per presunti abusi dei diritti umani che avrebbe compiuto quando era un giudice, ed è stato viceministro degli Esteri durante la presidenza Ahmadinejad. (DW)

Italia

Aggiornamenti dalla pandemia

Per domani è attesa l’ufficializzazione del ritorno in zona gialla della Sicilia, dove il tasso di occupazione dei letti in terapia intensiva è all’11%, e quello dei reparti ordinari al 20%, il livello più alto in tutta Italia. A livello nazionale, ieri sono stati comunicati 7.548 nuovi casi e 59 decessi, con un calo dei ricoverati nei reparti ordinari (-13) e in terapia intensiva (-5), con 34 ingressi. L’aumento dei casi è disomogeneo tra le diverse macro-aree regionali: il centro e il nord-ovest sono in calo, mentre l’aumento più consistente è nelle regioni meridionali. (Giornale di Sicilia / Corriere della Sera / Twitter)

Grafico di Lorenzo Ruffino via Twitter

Si avvicina la scadenza del 1° settembre: a partire da quel giorno, il green pass sarà necessario per accedere ai mezzi di trasporto a lunga percorrenza, a scuola e all’università. Ci sono però ancora dei problemi legati alla privacy e alle modalità di controllo del certificato. “Sulla questione green pass siamo in alto mare,” ha detto il presidente dell’Associazione nazionale Presidi di Roma Mario Rusconi. “Stiamo aspettando indicazioni per capire come bisognerà procedere. Ma se le scuole devono controllare tutti i giorni i certificati di docenti e personale rischiamo che si inizi a mezzogiorno.” (Corriere della Sera / il Post / Ansa)

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Alla festa dell’Unità del Pd nazionale, a Bologna, hanno avuto la bella idea di invitare Galeazzo Bignami, deputato di FdI noto per essersi vestito da nazista durante un addio al celibato, e per aver condotto un “censimento” degli stranieri residenti nelle case popolari del capoluogo emiliano. Il Pd ha deciso — forse un po’ a sproposito? — di invitarlo per parlare all’evento “Curare e rafforzare la democrazia. Le riforme possibili.” Il Pd però scarica la colpa su FdI stesso: “Alla Festa nazionale dell'Unità abbiamo organizzato un dibattito sui temi istituzionali con tutte le principali forze parlamentari. A ciascuna abbiamo chiesto il nome di un relatore che potesse discutere sul tema con i referenti di tutti i partiti. Fdi ha dato il nome di Bignami.” (Fanpage)

Nonostante Salvini sia riuscito a dire senza ridere che Durigon “è l’ultimo a poter essere accusato di fascismo,” probabilmente il sottosegretario leghista alla fine sarà costretto a lasciare il proprio posto — ieri anche il ministro Giorgetti ha dichiarato che “un membro del governo si dimette o perché glielo chiede il presidente del Consiglio o il segretario del suo partito. O per una decisione di coscienza.” Salvini a questo punto vorrebbe provare a ottenere una contropartita: difficilissimo che riesca ad avere la testa di Lamorgese come sembra aver provato a far intendere; più probabile che gli verrà concesso di indicare un sostituto per Durigon — si parla dell’ex sindaco di Padova, Massimo Bitonci. (Ansa)

La raccolta firme per l’organizzazione del referendum sulla legalizzazione dell’eutanasia ha superato le 750 mila firme — il traguardo necessario per la sua organizzazione era quota 500 mila. Circa 250 mila firme sono state ottenute con mezzi digitali nel breve intervallo di tempo tra il 13 agosto, quando è stato possibile aderire al referendum anche tramite Spid, e oggi. (Corriere della Sera)
 

Migrazioni

Il veliero Nadir della Ong tedesca Resqship è approdato a Lampedusa, assegnato come porto sicuro per i 12 migranti tunisini rimasti a bordo dopo l’evacuazione medica di tre persone. Sull’isola continuano anche gli sbarchi autonomi: ieri sono iniziati i trasferimenti per ridurre il sovraffollamento dell’hotspot di Contrada Imbriacola, dove erano presenti quasi 1000 persone su 250 posti disponibili. (Ansa / il Fatto Quotidiano)

Dalla Grecia alla Polonia, passando per la Lituania: sulle frontiere orientali dell’Unione europea sono in costruzione centinaia di chilometri di muri e recinzioni per impedire il passaggio dei migranti. (Wired)
 

Milano e Lombardia

Per la prima volta dal 1993, Matteo Salvini non si candiderà al consiglio comunale di Milano: al suo posto, ha fatto sapere il segretario leghista, ci sarà un esponente della società civile “di alto profilo.” Due giorni fa Salvini era stato “sfidato” da Pierfrancesco Maran, che l’aveva invitato a candidarsi scommettendo di prendere più voti di lui. Nell’aula consiliare non si noterà probabilmente la differenza: Salvini è sempre stato cronicamente assenteista, totalizzando il record di assenze prima delle sue dimissioni nel 2018. In tutta la coalizione di destra sembra esserci un fuggi fuggi dalle elezioni milanesi: anche Berlusconi ha rinunciato a comparire come capolista, e probabilmente non ci sarà nemmeno Maurizio Lupi, nonostante il suo nome sia già ovunque sui manifesti elettorali. (Corriere della Sera / Fanpage)

Intanto la saga del candidato pistolero della destra al comune di Milano, Luca Bernardo, si arricchisce di un nuovo capitolo: la direzione dell’Asst Fatebenefratelli-Sacco, dove lavora come primario di pediatria, ha detto di non essere al corrente del fatto che Bernardo entrasse armato nell’ospedale. La risposta è arrivata dopo una richiesta di accesso agli atti presentata dal Pd in regione Lombardia. (la Repubblica, dietro paywall)
 

Cult

OnlyFans dice di aver ricevuto “le garanzie necessarie” per “sospendere” il proprio cambio di policy, che avrebbe previsto la messa al bando dei contenuti sessualmente espliciti — che hanno fatto la fortuna del servizio. È una buona notizia per i tantissimi e le tantissime sex worker che dipendono dagli abbonamenti sulla piattaforma per vivere, ma il rapporto di fiducia tra l’azienda e i propri creatori di contenuti è stato gravemente danneggiato. Il problema del sistema bancario che è diventato una “polizia morale,” infatti, resta irrisolto, e molti creator sottolineano che un’escalation del conflitto con la piattaforma — che trattiene il 20% di tutte le vendite — sarà inevitabile. (Twitter / the Submarine / WIRED)

L’organizzazione per i diritti umani delle Filippine Karapatan sta subendo un attacco DDoS — con cui si cerca di far crollare un sito internet sommergendolo di traffico — da quasi un mese, ininterrottamente. L’’attacco è piuttosto sofisticato e molto costoso — una nonprofit della cybersicurezza, Qurium, stima che qualcuno finora abbia pagato 260 dollari per realizzarlo. Gli autori dell’attacco stanno cercando di oscurare il report dell’organizzazione che dettaglia la situazione delle uccisioni extragiudiziali nel paese. I ricercatori di Qurium sostengono che l’attacco provenga da una rete controllata da un’azienda israeliana specializzata in servizi per le aziende, Bright Data, che però nega di essere coinvolta nella vicenda. (Rest of World)

​​Le autorità californiane hanno mosso nuove accuse contro Activision Blizzard: l’azienda ora è accusata anche di aver attivamente cercato di “sopprimere le prove” degli abusi e delle molestie sessuali sul proprio posto di lavoro e ha “interferito con l’indagine del governo.” Nelle parti aggiornate della denuncia si menziona espressamente che alcuni documenti sono stati “triturati.” Le autorità definiscono il comportamento dell’azienda come “ostinato, malevolo, fraudolento e oppressivo.” (Axios / the Verge)

Queste api costruiscono dei nidi fosforescenti. Se vi interessa, alcuni ricercatori hanno una teoria sul perché i loro nidi brillino al buio. Se invece siete qui solo per vedere foto di nidi di api fosforescenti, potete cliccare direttamente qui. (LiveScience / Journal of the Royal Society Interface)
 

Singolo del giorno

L’artista electro pop Xirita torna con un nuovo singolo della propria musica eterea, che fonde elettronica maledetta con RnB chill. Il singolo del giorno è “OWYH,” un pezzo che parla della necessità di credere in se stessi per superare le difficoltà più complesse che ci si trova di fronte. (su Soundcloud e in pre-save su Spotify)

La giornata su the Submarine

L’Onu preferisce non sapere quello che succede in Afghanistan

Gli stati membri del Consiglio per i diritti umani dell’Onu hanno deciso di non creare una nuova struttura investigativa per monitorare la situazione in Afghanistan.

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